Le nostre passioni: olio extravergine d'oliva e la gente di Romagna

Anni ‘60
I primi anni
Negli anni Sessanta l'Italia si stava godendo il boom economico. Lo stile di vita cambiava e anche le abitudini alimentari si stavano modificando. Non erano più lo strutto o il lardo a fare la parte del leone, sulle tavole. I nuovi ritmi di vita richiedevano alimenti più genuini e meno ricchi di grassi animali. L'olio extra vergine d'oliva era destinato a diventare il condimento più diffuso, e Bruno Bigucci l'aveva capito. Senza nostro padre, che dal niente iniziò a vendere olio d'oliva, all'inizio degli anni Sessanta, con la sua bicicletta arrugginita e i bottiglioni, uno di qua e l'altro di là, oggi non esisterebbe il Frantoio Oleario Bigucci di San Giovanni in Marignano. Quando sono nati i figli, Francesco e Federica, è stato naturale che seguissero le sue orme.
Anni ‘70-’80
La nascita del Frantoio Bigucci
Alla fine, i clienti sono diventati anche amici. Conoscono bene la qualità dei prodotti che vendiamo e sanno che sulla nostra professionalità possono sempre contare. Molti li abbiamo conosciuti nelle Fiere e nelle Sagre di paese, alle quali abbiamo iniziato a partecipare proprio durante gli anni Ottanta, per far conoscere meglio i nostri prodotti.
Anni ‘90 e 2000
I primi eventi pubblici
Nel 2003 la nostra famiglia ha iniziato anche a produrre olio, acquistando un frantoio per la spremitura delle olive. All'inizio c'era una macina e due presse, dopo cinque anni, le presse sono diventate quattro. Produrre olio è un lavoro antico, che richiede pazienza e attenzione. Aspettare lo scorrere delle stagioni, scegliere le olive giuste, macinarle quando raggiungono la maturazione, imbottigliare l'olio e venderlo. Nei primi anni del Duemila prese il via anche l'esperienza delle degustazioni negli hotel, per far conoscere ai turisti la Romagna, attraverso i prodotti tipici.
Oggi
Oggi e i progetti futuri
Nel 2003 la nostra famiglia ha iniziato anche a produrre olio, acquistando un frantoio per la spremitura delle olive. All'inizio c'era una macina e due presse, dopo cinque anni, le presse sono diventate quattro. Produrre olio è un lavoro antico, che richiede pazienza e attenzione. Aspettare lo scorrere delle stagioni, scegliere le olive giuste, macinarle quando raggiungono la maturazione, imbottigliare l'olio e venderlo. Nei primi anni del Duemila prese il via anche l'esperienza delle degustazioni negli hotel, per far conoscere ai turisti la Romagna, attraverso i prodotti tipici. Ancora oggi tutta la famiglia, Francesco e la moglie Anna, Federica e mamma Teresa conserva immutato l'amore per la Valconca, ereditato da Bruno Bigucci, e cerca di trasmetterlo anche ai propri figli. La produzione si è ingrandita, abbiamo introdotto nuovi prodotti, oltre all'olio di oliva come miele e salse. Ma la passione è rimasta invariata. Lo sanno bene anche le tante nonnine ultrasettantenni che sono da sempre nostre clienti, e che continuiamo a visitare, per sapere se hanno “bisogno di olio”.